SOLO SHOW

2007 IN & OUT

Milano, Ex Caselli Daziari di Porta Nuova

"Gli archi a livello urbanistico hanno rappresentato storicamente un luogo di passaggio, e nel caso di Porta Nuova coi suoi ex caselli daziari, di transito forzato. L’idea di frontiera, termine ormai sorpassato nella UE del trattato di Schengen, è ancora viva e attuale. Benché i dazi non esistano più e sia consentita dal nostro mondo democratico (mi riferisco all’Europa Unita) la libera circolazione di merci e di persone, il concetto di confine e di appartenenza alberga ancora nell’animo umano. Ho voluto riappropriarmi della funzione che questo luogo ebbe in passato ricreando una sorta di confine fisico che permetta ai passanti di vivere l’esperienza del passaggio. Una parete mobile, che si può varcare, diventa uno spunto di riflessione sul concetto di frontiera che ora esiste solo nel nostro immaginario. Sulle pareti che delimitano l’arco ci sono due scritte IN e OUT, mutuate dell’inglese, lingua ufficiale della globalizzazione.

Attraversare le pareti mobili è un atto di coraggio, perché nel limbo dell’arco il passante non sa che cosa lo attenda. La parete diventa così la metafora delle nostre paure, la linea di confine attraverso la quale possiamo scoprire cosa e chi è altro da noi. Varcando la soglia il passante scopre che all’interno non vi è nulla, se non la possibilità di uno spunto di riflessione e di confronto.

Le porte sono costituite da una cortina di fili elastici che creano un muro attraverso il quale si può passare senza bussare, senza chiedere permesso. Le scritte, attraversando la tenda elastica, si deformano fino a diventare illeggibili in modo da rendere più che mai relativo il concetto di IN e OUT. Basta l’azione perché scompaiano e perdano il loro valore."

in&out